domenica 8 ottobre 2017

Coop : spesa o caccia al tesoro ?

In questo periodo di assoluta incertezza economica, sociale e di titubante futuro, sono poche le cose che ci rassicurano e che ci danno certezza. Sapere che ogni mattina sorge il sole, sapere che ogni 28 giorni (bastardi senza gloria) arriva l'addebito della ricarica della compagnia telefonica, che prima o poi arriverà Natale, anche se per chi fa Divani lo è già al 1 Ottobre, ma correte che Natale scade Domenica.

Insomma piccole cose, piccoli fari nella notte che ci guidano nella nostra vita quotidiana.
Ed è per questo che vorrei parlare con il genio della Coop che da prima dell’estate ha deciso di rendere la spesa del fine settimana una caccia al tesoro.
Non so da voi ma qui nel bolognese è in atto un tentativo, riuscito direi, di minare una di quelle certezze della quale parlavo prima.

Perché avete spostato il caffè vicino il dentifricio?

Perché il surgelato è all’inizio del percorso, non vi è passato per la testa che prima di finire la spesa (pardon, caccia al tesoro) il povero merluzzo sarà ridotto ad una pozza d’acqua.
E come se non bastasse, questo gioco di scacchi continua settimanalmente modificando l’ubicazione dei prodotti a ritmo continuo, vedi le marmellate, che da Luglio hanno fatto più spostamenti di Scilipoti e Razzi in parlamento .
Ho visto vecchine piangere perse tra i succhi di frutta e il mangime per cani.
Ho visto commesse che girano tra le corsie con la faccia contrita come a dire “giuro che non lo so dove hanno messo le carta igienica”.
Ma al peggio non vi è mai fine e se pensavate di risparmiare un poco di tempo utilizzando la pistola per la spesa alle casse salvatempo sappiate che la sorte maligna non concede sconti. E infatti dopo aver perso un pomeriggio ciondolando come zombi alla ricerca del pan grattato, lei mentre parcheggiavate aveva già deciso che saresti stato prescelto per il controllo a campione.
Addio quindi a quel sacchetto ecologico ben riempito utilizzando ogni spazio con incastri degni del campione mondiale di tetris. Dovrai disfarlo per passare i prodotti per le grinfie della commessa che in 2 secondi ha creato dall’altra parte della cassa una montagna informe con la tua spesa e che tu dovrai rimetter via velocemente.
E non puoi neanche mandarli a quel paese, perché la Coop sei tu.


domenica 10 aprile 2016

Ci meritiamo veramente di conoscere la verità?

Come siamo bravi ad agitarci richiedendo verità per Giulio Regeni. Mi dispiace anche solo nominarlo il povero ragazzo. In un mondo normale, civile, calerebbe un velo di silenzio mediatico, il tempo necessario affinché gli organi competenti possano giungere, in tempi naturali e certi alla verità. Appunto in un mondo normale.

Invece qui sono tutti che si stanno strappando le vesti chiedendo la verità, pretendendo chiarezza con la faccia crucciata come a dire eh no eh queste cose non si fanno, adesso vi facciamo vedere noi. Tutti in televisione a pretendere spiegazioni.

Cari italici compatrioti dalle vesti strappate a voi vorrei ricordare due cose.





venerdì 25 marzo 2016

Il mondo del lavoro e la "stupefacente " ripresa.

Per curiosità e incrollabile fede mi piace verificare costantemente quello che è l'offerta del mondo del lavoro. Siccome sono sempre stato un fautore del cambiamento e non del posto fino alla pensione ficco il naso in quelle che sono le richieste delle aziende.

E dopo gli ultimi anni bui, dove al massimo potevi aspirare a non essere licenziato adesso a sentire gli organi di informazione irregimentati l'ottimismo deve essere il sale della nostra vita, insomma viene sbandierata ai quattro venti una nuova stagione di fiducia e lavoro per tutti.

Crescita, incremento delle assunzioni, fiducia dei consumatori. A sentir loro viviamo un Carnevale di Rio di fiducia e buoni propositi, dove le assunzioni, grazie all'intuizione del Jobs Act dovrebbero fioccare come se piovesse.

E quindi il precario da una vita o chi cerca da tempo un lavoro, irrorato da questa dose di fiducia e attitudine positiva si attende una aumento dell'offerta di lavoro.......... (segui la lettura di questo posto su Postik!) 



sabato 19 marzo 2016

Referenzum, la democrazia secondo il PD

Quindi se ho capito bene per quelli del PD la partecipazione popolare, quella onesta, quella che esprime il volere della gente è valida solo se per esercitarla bisogna versare l’obolo di 2 Euro per partecipare a consultazioni fuffa per far eleggere il candidato Sindaco già prescelto dal partitone.

Certo che stupisce come sia proprio la sinistra, in teoria fautrice della partecipazione diretta, del diritto di una partecipazione costante della gente ad invitare all'astensione proprio quando in ballo c’è l’unico strumento vero per intercedere nelle manovre di palazzo.

D’altra parte cosa ci si poteva aspettare da un Primo Ministro che governa senza essere stato eletto?

Il referendum, è uno strumento unico per far esprimere il parere della gente. Attenzione è vero che in Italia a volte, nonostante il popolo abbia espresso chiaramente un indirizzo di pensiero, il palazzo se ne sia altamente sbattuto le palle, vedi finanziamento ai partiti, ma reputo altamente vergognoso che ci possa essere qualcuno che spinga per l'astensione.

Aggiungiamo anche che sono gli stessi che tempo fa dicevano che si battevano in difesa dei mari italiani, (vedi immagine della Serracchiani che gira sui social da giorni), non c’è che dire, in quanto a coerenza siamo al limite del comico. Quindi spero vivamente che nonostante l’invito del Presidente del Consiglio meno coerente della storia, la gente vada comunque a votare.

Non importa se per il Si o per il No, ma è chiaro che se continua a passare il segnale, non me ne fotte, quindi non vado, poi non bisogna stupirsi del fatto che alle elezioni il primo partito sia l’astensione. 

Questo paese vive di una assuefazione morbosa a tutto quello che ci succede, è capace solo di lamentarsi al bar, ma al momento di votare preferisce far altro, tanto non cambia niente. Una cosa è certa, non andando a votare di certo non si favorisce il cambiamento, al contrario si lascia a pochi, gli stessi da sempre, la possibilità di decidere per tutti, facendoci perdere il diritto di lamentarci.

A questa manica di tangetisti, lobbisti, politicanti affamati di potere e malaffare, sempre pronti a leccare il culo agli interessi economici dimostrate il contrario invece, ovvero che non siamo il branco di pecore supine che pensano.

Sia per il No che per il Si, andate a votare è un dovere, altrimenti auguro un futuro pieno di Barbara D’Urso e Maria de Filippi e di vivere per sempre sull’Isola dei Famosi. Soli però.Con Rocco Siffredi.



lunedì 25 gennaio 2016

Fare il pieno una bella fregatura

Ok lo sappiamo tutti, ogni volta che facciamo benzina buona parte di quello che spendiamo se lo beve lo Stato in accise.
Se ci è chiaro che trattasi di tasse (ma non dovevano abbassarle?) a molti forse non è chiaro l’assurdità di alcune. E così ho fatto una semplice gugolata ed ecco voce per voce le accise che incidono sul costo al litro dei carburanti.

Ma prima di entrare nel dettaglio, analizziamo un altro fenomeno strano.
Si perché se siamo abituati a lievitazioni di 10 cent ad ogni rialzo di quotazione di 5 dollari del greggio, oggi assistiamo a qualcosa di incomprensibile. Ovvero che nonostante il costo della materia prima sia ridicolamente bassa il costo alla pompa del carburante è ancora a livelli molto alti, calando di pochi centesimi per ogni calo di 10 dollari sulla quotazione di mercato.

Quindi “Fregatura numero uno” è quella dettata dai prezzi al dettaglio del carburante che le nostre amate compagnie petrolifere si affrettano ad aumentare ad ogni alito di incremento, ma di contro fanno una fatica boia a diminuirne il costo al litro quando il prezzo crolla vertiginosamente.......

Se vuoi sapere le accise strane e le ragioni di un costo al litro ancora troppo alto ...Segui la lettura di questo post su Postik.

Vignetta di Agj